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Questo borgo nasce da una torre militare che controllava la via dei Papi

Colline scoscese e impraticabili sono divenute la patria del Sangiovese

Quando Gabriele Mastrojanni arrivò, trovò terreni vergini, proprio perché sempre poco o per nulla coltivati e poco popolati: immagino che se ne chiese il perché.

La risposta sta nella povertà di questa terra: scoscesa, fatta di pendii spesso molto ripidi, di boschi di lecci abbarbicati alle falde delle colline, di ginestre che con le loro radici bloccano le frane, difficilissima da lavorare e slavata, corrosa, portata via dalle piogge torrenziali che spesso la sferzano.
Una terra che non è, semplicemente, adatta all’uomo. È adatta al lupo e al cinghiale, al capriolo e al daino, alla lepre e alle poiane, al tasso ed alla civetta o al chiurlo che canta regolare tutte le notti, a tutta una fauna selvatica che da sempre la popola e ha fatto di questi luoghi più zona di caccia che di coltivazione.

 

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