Su terreni magri le viti più anziane danno il meglio.

Argille, tufi, antichi ciottoli di fiume calcarei, arenarie e viti di quasi quarant’anni ci danno le uve più buone.

Siamo a Montalcino, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate.
La torre di avvistamento del milleduecento poi divenuta Poderi Loreto e San Pio culmina sulla collina a 400 metri, a due chilometri dalla gola del fiume Orcia tra la Rocca d’Orcia e Castiglione d’Orcia.
Sotto, 200 m più in basso passa il fiume dalle famose piene.
Le vigne guardano a sud, sud-est, alcune a sud-ovest.
Sono sparse a macchia di leopardo in mezzo ai boschi e ai dirupi. Ognuna ha la sua caratteristica geologica diversa: quelle a sud-est sono più argillose e tufacee con inserimenti di arenarie. Il conglomerato di fiume con ciottoli calcarei si trova nelle vigne esposte a sud e a sud-ovest.

Sono terreni comunque molto magri e di bassissima resa che chiedono alle viti anni e anni di radicazione per raggiungere gli alimenti di cui hanno bisogno. Per questo le viti più anziane danno il vino migliore, come quelle della famosa vigna Cru Schiena d’Asino che prende il nome dalla forma della collina, esposta da sud-est fino a sud-ovest.

Schiena d’Asino e diverse altre vigne hanno ancora molte piante del 1975. Man mano che una viene a mancare la sostituiamo con una vite nuova in modo da mantenere sempre l’età media del vigneto più lunga possibile.